Came Domotic 3.0

Chiesa Santa Lucia: domotica per la gestione della luce

Chiesa Santa Lucia: domotica per la gestione della luce
Ristrutturare e mettere a norma l’impianto illuminotecnico della chiesa per adeguarlo alle prescrizioni di legge, tenendo conto delle dimensioni spirituale-liturgica e storico-artistica dell’edificio nella gestione della luce.
Restauro degli impianti elettrici e illuminotecnici della chiesa. LED e domotica.

PRODOTTI:
  • 1 Terminale domotico MITHO HA
  • 60 Moduli domotici
  • 100 LED

le esigenze del cliente

La chiesa di Santa Lucia, un suggestivo scrigno di arte e di storia del XIV secolo, era illuminata da un impianto obsoleto che risaliva ai primi anni ’90 e non era più in linea con la normativa vigente.
 
L’impianto scorreva sui tiranti che separano la navata centrale da quelle laterali, occultando nell’ombra pregiati affreschi e sculture trecentesche. L’inadeguata illuminazione impediva la corretta valorizzazione artistica del complesso e articolato apparato decorativo della chiesa, costituito da sei volte trecentesche affrescate con le Storie dei Santi, il Tetramorfo e i Dottori della Chiesa, da due volte quattrocentesche decorate con Orifiamma e Cielo stellato e da quattro volte dipinte da Mario Botter nel Novecento, con Motivi neogotici.
 
La scarsa illuminazione non consentiva di valorizzare adeguatamente neanche la Cappella del Crocifisso, situata accanto all’ingresso e decorata con affreschi della scuola di Altichiero da Zevio, né la Madonna del Paveio inquadrata dal bellissimo frammento degli angeli dipinti da Tommaso da Modena nella prima metà del XIV secolo e sovrastata da una Crocifissione, collocata in una posizione difficilmente visibile con una scarsa illuminazione.
 
Nella progettazione del nuovo impianto di illuminazione era, inoltre, fondamentale tenere presente che le luci, scelte per sottolineare i valori spirituali e artistici del luogo, sarebbero state inserite in un contesto che originariamente non le prevedeva. Il sistema di illuminazione doveva, quindi, creare una dimensione spirituale-liturgica che invitava i fedeli al raccoglimento e una dimensione storico-artistica che consentisse di apprezzare le opere presenti in di mancanza di luce esterna.

la soluzione

Per rispondere alle esigenze di illuminazione e di diversa fruizione degli spazi della chiesa di Santa Lucia, Came ha sviluppato una soluzione illuminotecnica, basata su 103 proiettori Perpetual 7 P Domino LED e gestita attraverso il proprio sistema domotico collegato a un terminale multifunzione Mitho HA.
 
Regolando l’illuminazione nei diversi momenti della giornata, secondo una varietà di possibili utilizzi, Came Domotic 3.0 è riuscita a integrare l’esperienza spirituale e quella culturale alternando, attraverso un sapiente utilizzo della luce, momenti di contemplazione e raccoglimento con un’adeguata valorizzazione artistica della chiesa. Il sistema di illuminazione è stato installato sulle strutture del complesso architettonico con tecniche di intervento a basso impatto, che prevedono il minimo impiego di staffature e grappe metalliche.
 
Nonostante l’assenza all’interno della chiesa di canaline dentro le quali occultare i fili, le opere murarie indispensabili per il cablaggio e la riqualificazione dell’impianto sono state ridotte al minimo grazie all’impiego della domotica Came che, attraverso il cavo bus (un doppino twistato con guaina trasparente) che consente il collegamento di tutti gli elementi del sistema, rispondendo contemporaneamente sia ad esigenze funzionali che estetiche. I moduli di alimentazione e di dimmerazione per la gestione dell’intensità delle luci sono stati invece posizionati all’interno di apposite cassette installate sulle travature o su mensole occultate alla vista.
 
La gestione dell’intensità luminosa e delle singole accensioni viene quindi regolata dal sistema domotico di Came che consente, attraverso il videoterminale multifunzione Mitho HA, di comandare e monitorare in maniera semplice ed efficace tutti i dispositivi luminosi che costituiscono l’impianto.
Il sistema domotico permette, inoltre, di memorizzare vari scenari che rendono facile e immediata la scelta dell’illuminazione più adatta alle esigenze del momento, dando anche a personale che ha poca dimestichezza con la tecnologia la possibilità di gestire le luci e di rendere possibile l’adozione di nuovi scenari luminosi in caso di eventuali e differenti utilizzi degli spazi liturgici o espositivi.
Sono stati, quindi, definiti quattro scenari differenti con diversi livelli di illuminazione, che corrispondono ai quattro principali momenti di utilizzo della chiesa.

Scenario di 1° livello:

Viene utilizzato per tutto l’arco della giornata, quando è presente l’illuminazione naturale esterna e si fa un limitato uso di altre fonti di luce. Ha l’obiettivo di valorizzare alcuni punti “devozionali” della chiesa - l’altare maggiore, la scultura della Madonna del Paveio, il bassorilievo dei SS. Cristoforo e Giacomo e il Crocifisso - e garantire il raccoglimento della preghiera individuale.

Scenario di 2° secondo livello:

Viene utilizzato nelle ore in cui manca l’illuminazione naturale esterna, al mattino e alla sera, riproponendo una luce qualitativamente in armonia con quella delle ore di sole, per l’intero arco della giornata. Ai punti illuminati dello scenario di 1° livello si aggiunge l’illuminazione rivolta verso il pavimento, regolata con un’intensità luminosa minima che corrisponde al valore dei Lux presenti nella chiesa quando penetra la luce naturale esterna.

Scenario di 3° livello:

Si utilizza durante le cerimonie religiose e prevede la stessa illuminazione dello scenario di secondo livello, regolato con una maggiore intensità luminosa, sia nell’altare, che nelle navate, per far risaltare il luogo celebrativo.

Scenario di 4° livello:

Viene utilizzato durante le visite dei turisti ed è stato studiato affinché la luce guidi la lettura delle opere d’arte: è prevista solo nelle volte e nelle pareti affrescate nel Trecento che comprendono la Cappella del Crocefisso, quella dei SS. Cristoforo e Giacomo e quella di S. Antonio Abate. E’ stata realizzata anche un’illuminazione uniforme per valorizzare l’affresco della Madonna con Bambino evitando il cono d’ombra che le volte del soffitto proiettavano sul particolare del Cristo, posto al di sopra in una posizione nascosta e poco visibile. Questo scenario è temporizzato e viene acceso attraverso l’introduzione di monete in una gettoniera.I criteri di base nella realizzazione del progetto sono stati il massimo rispetto dell’illuminazione naturale della chiesa, con un uso limitato di altre fonti di illuminazione nelle ore diurne per una discreta sottolineatura delle componenti devozionali, e la riproduzione della stessa intensità di luce nelle ore serali, utilizzando l’illuminazione artificiale. Nei momenti di celebrazione è stata, invece, incrementata l’intensità luminosa per non creare contrasti tra la zona del presbiterio e le navate, puntando come “centro” di riferimento, nella chiesa, l’altare.

Per gestire i quattro scenari è stato scelto il sistema domotico di Came Domotic 3.0 gestito attraverso il terminale multifunzione Mitho HA, caratterizzato da un display LCD a colori touch screen, di grandi dimensioni (7”), in grado di monitorare anche i consumi, garantendo un notevole risparmio di energia a seconda delle diverse esigenze di utilizzo.

Un’altra decisione particolarmente significativa è stata utilizzare gli apparecchi d’illuminazione Perpetual 7 P Domino LED che, essendo proiettori di media potenza e di piccole dimensioni, hanno notevolmente ridotto l’interferenza con le linee architettoniche. I Perpetual 7 P, interamente realizzati in alluminio anodizzato naturale, con un consumo di 19W e un flusso luminoso di 1.096 lumen, sono proiettori a LED orientabili e dimmerabili che si interfacciano al sistema di gestione generale Came Domotic 3.0 mediante moduli elettronici dedicati.

L’adozione di apparecchi di media potenza ha portato a un aumento dei punti-luce con una conseguente maggiore flessibilità e precisione nel puntamento per illuminare i punti devozionali, occultare le imperfezioni presenti nelle opere affrescate ed evitare ogni effetto di abbagliamento diretto e indiretto per riflessione, con speciale cura nei punti di osservazione delle opere d’arte. Sono stati scelti modi diversi di propagare il flusso luminoso, sottolineando alcune opere focali ed evidenziando, nel contempo, punti di criticità dell’ambiente, come i gradini. Solo per le occasioni di visita, il fascio luminoso è stato rivolto verso le volte e le pareti di interesse artistico come la Cappella del Crocefisso, l’altare maggiore e il dipinto della pala lignea. Per richiamare le tonalità di luce dei sistemi tradizionali di illuminazione artificiale e garantire morbidezza e diffusione della luce nell’ambiente sono state scelte una tonalità di colore pari a 3000K e un’apertura ampia del fascio luminoso, resa più stretta solo in corrispondenza di alcuni punti focali per sottolineare la componente devozionale.

L’adozione della tecnologia a LED ha permesso di rispettare i valori cromatici della luce naturale, consentendo un elevato risparmio energetico e numerosi vantaggi in termini di salvaguardia delle opere (grazie alla sostanziale assenza di radiazioni infrarosse e ultraviolette, nocive per le superfici artistiche e in particolare affrescate) e di costi di manutenzione e gestione, con un consumo massimo dell’impianto d’illuminazione di circa 2 kW e una lunghezza di vita utile delle lampade di circa 50.000 ore al 70% del flusso luminoso.

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